|
Sardegna -
19 - 20 - 21 Febbraio 2010

Senza dubbio uno dei migliori eventi
a cui abbia mai partecipato il Bravo Team Joint
Operation, che per l’occasione ha schierato: Kuio, Snake
e Lillo (9° Incursori Roma), Diomede e Virus (Band of
Brothers Roma), Nitro e Biohazzard (Black Lotus
Catania), Cricchio (TNT Force Roma), Zeta e Micio (SBS
Team Roma).
La pianificazione per l’evento ha richiesto tempo ed è
stata molto accurata; abbiamo cominciato studiando il
clima della zona e il tipo di vegetazione, realizzando
anche piccoli plastici da sovrapporre alla carta
geografica in nostro possesso per meglio definire le
strategie di intervento, nonché determinare il luogo
dell’infiltrazione e i punti di uscita dalla zona rossa
che per l’occasione abbiamo definito “PU a lisca”. Il
nome deriva dal fatto che i Punti di Uscita, posti
idealmente su carta, richiamano molto quelli di una
lisca di pesce. Abbiamo considerato idealmente l’area
gialla come quella di un paese neutrale che avrebbe
concesso il transito. Quindi, se durante le operazioni
si fosse reso necessario percorrere da nord a sud l’area
operativa, non avremmo fatto altro che recarci al punto
di uscita nord e percorrere l’area gialla in tutta
sicurezza fino al PU posto a sud. Tale sistema è stato
strutturato per garantire alla pattuglia il massimo
dello stealth, scongiurando non solo l’ipotesi di un
eventuale ingaggio, ma anche quella di essere
semplicemente avvistati dalle forze ostili. I PU
previsti in area gialla erano dieci, di cui 3 disposti
sul versante est, 3 sul versante ovest, 2 a nord e 2 a
sud. Come obiettivo primario avevamo quello di
neutralizzare simultaneamente due postazioni situate al
centro dell’AO. Montato il campo base ad est dell’area
gialla, decidiamo di dividerci in due brick da cinque
operatori, quindi a Kuio è toccato il compito di guidare
il team Bravo, composto da Snake, Cricchio, Micio, Zeta
e a me l’onere e l’onore di guidare il Team Alpha
composto da Virus, Lillo, Nitro e Biohazzard. Abbiamo
quindi deciso di dare ai team due assetti completamente
differenti, così da prevedere il più possibile ogni
situazione avversa. Il Team Bravo si sarebbe infiltrato
tramite Defender da sud e avrebbe recato con se molto
equipaggiamento tanto da rendersi autonomo per 42h; il
Team Alpha si sarebbe infiltrato da est e avrebbe
portato con se il minimo indispensabile per svolgere
azioni lampo e procedere più velocemente. Nel caso in
cui gli eventi fossero precipitati costringendo il Team
Alpha a rimanere per tutta la durata dell’operazione
nell’area rossa, il Team Bravo avrebbe fornito il
necessario supporto logistico (bivacco, cibo,
equipaggiamento ecc.). Un plauso particolare va al Team
Bravo per aver macinato molti Km con gli zaini carichi.
Nonostante l’infiltrazione fosse prevista intorno alle
16.00 preferisco attendere che il sole tramonti prima di
muovere il Team Alpha.
Una volta in marcia, Lillo (cartografo del team) cerca
di individuare strade alternative per raggiungere l’OBJ,
ma la vegetazione è molto fitta e spesso siamo costretti
a percorrere le vie principali, che risultano
disseminate di check point e da una forte presenza di
controinterdizione motorizzata. Dopo qualche ora di
cammino cerchiamo di evitare un check point altamente
presidiato, grazie ai visori possiamo distinguere le
sagome dei ragazzi della controinterdizione che
parlottano a un ventina di metri da noi. Cerchiamo di
strisciare e defilarci il più rapidamente possibile, ma
la luce di una sure fire si accende fendendo l’oscurità
e il passo è breve prima che si scateni l’inferno… i BB
comincino a volare da tutte le parti. S ulle prime
proviamo a ripiegare in maniera ordinata, ma Biohazzard,
dopo una tenace resistenza viene colpito. Nel ripiegare
scivolo e un caricatore mi si pianta in una costola
(solo una radiografia mi confermerà essere crinata). Li
per li mi manca il fiato e ho difficoltà a respirare, ma
i miei compagni riescono a creare un muro di sbarramento
mantenendo un alto volume di fuoco, consentendo così a
Virus di trascinarmi al coperto. Questa credo sia stata
una delle più belle manovre che il team abbia mai
eseguito ed ha pienamente compensato la delusione di
esser stati individuati dalla controinterdizione. Cerco
di rimettermi in piedi alla meglio e di terminare
l’ingaggio, di li a poco la controinterdizione è
totalmente eliminata. Perquisiti i “cadaveri” ci
appropriamo del loro munizionamento, ma la cosa che ci
ha lasciato basiti è stata la gentilezza con la quale ci
hanno accolto i ragazzi della controinterdizione, cosa
che ci ha permesso in pieno di apprezzare la fierezza ed
il valore del popolo sardo.
Dopo ore di cammino, evitando con fatica diverse
pattuglie ostili, arriviamo in vista dell’OBJ; via radio
il Team Bravo ci comunica che è pronto a piazzare
l’esplosivo. Noi siamo troppo lontani dal nostro OBJ ed
effettuare l’azione in contemporanea sarebbe
impossibile, in più non so per quale strana coincidenza
di astri, ci piombano addosso due pattuglie della
controinterdizione, alle quali si uniscono altri ostili
appena giunti in loco tramite Jeep. La pattuglia Alpha
si sfalda, Lillo e Biohazzard vengono fatti prigionieri.
Io, Nitro e Virus tentiamo l’attacco al campo di
detenzione con l’intento di liberare i nostri compagni,
ma gli avversari sono davvero tanti e Virus prima di
soccombere se ne porta con sé sette. Veniamo tutti
trasportati al centro di detenzione. Avevamo previsto
l’eventualità di essere catturati e le nostre speranze
erano riposte in un alibi strutturato in fase
pianificativa. Credibile o meno che fosse, mostriamo ai
“carcerieri” dei tesserini della Croce Rossa dichiarando
di essere una pattuglia di soccorso inviata in loco per
cercare alleati in difficoltà. Dopo l’interrogatorio
trasferiscono due di noi lontano dal centro di
detenzione tramite una jeep. Sopraggiunge dopo mezzora
un altro operatore, ma un componente del Team manca
all’appello. E’ notte fonda e il tempo per conseguire l’OBJ
primario va esaurendosi, preferiamo però dedicarci alle
ricerche del nostro compagno. Finalmente dopo qualche
ora riusciamo a ritrovarlo presso un PU (aveva smarrito
la radio durante la manovra evasiva notturna). Facciamo
quindi ritorno al campo base per rifocillarci e opto per
alleggerire il tattico eliminando le tasche presenti sul
lato destro dato che la costola mi fa vedere le stelle.
Il sole è già alto e, a causa delle vicissitudini appena
narrate, riusciamo a contattare il Comando più tardi del
previsto. Ci assegnano una nuova missione, dobbiamo
sabotare due OBJ di cui uno posto al centro dell’AO e
l’altro all’estremo Ovest della stessa. Ogni team era
dotato di un apparecchio radio preposto alle
comunicazioni a lunga distanza, grazie al quale
riusciamo a contattare il Team Bravo. Ci informano che
l’OBJ di loro pertinenza è conseguito e che hanno
passato una notte di inferno bivaccando in Area
Operativa in balia di pioggia e vento. Ci accordiamo
dividendoci gli OBJ che il comando ci ha appena
assegnato. Loro sarebbero usciti dall’area rossa da sud
e avrebbero raggiunto tramite Defender il perimetro
ovest dell’AO, infiltrandosi poi senza l’ausilio del
mezzo. Il Team Alpha avrebbe raggiunto velocemente
l’altro OBJ e, dopo il sabotaggio, sarebbe esfiltrato.
Senza dubbio posso affermare che la Recon effettuata
sull’OBJ Browning è stata la più bella della mia vita.
E’ durata 5 ore. 5 lunghissime ore per piazzare in
modalità stealth l’esplosivo e sparire senza lasciar
traccia, senza sparare un pallino. L’efficiente Lillo
individua un buon punto di osservazione in cima ad una
montagna, dove prontamente cominciamo ad osservare l’OBJ.
Due browning sono poste a pochi metri da un casale
brulicante di ostili. Mentre io, Lillo e il valente
Biohazzard rimaniamo in osservazione con gli spotting
scope, Nitro e Virus cominciano a ricognire l’area per
determinare con assoluta certezza la presenza di
eventuali altri OBJ presenti nel quadrante cartografico
a noi assegnato. Nitro aveva la radio con le batterie
esaurite e sulle prime ero propenso ad affidare la recon
a qualcun altro, ma lo slancio con il quale si è offerto
mi ha fatto desistere: “ Diomè… manda me con Virus”.
Luce verde. Mentre percorrono il quadrante cartografico
in lungo e in largo, noi spotter li ragguagliamo in
merito agli spostamenti delle varie pattuglie ostili,
suggerendo loro il giusto tempismo per muoversi: “ muove
uno, due stand by… due muovi 20 metri a destra, uno
segui… ostili in avvicinamento, congelati, non
respirate!”. Dopo aver rischiato varie volte di essere
scoperti, Nitro e Virus tornano da noi riportando che
davanti alle browning c’è un secchio rosso ed è li che
avremmo dovuto porre l’esplosivo.
Incontriamo Nebbia ed i suoi ragazzi, davvero un piacere
rivederli! Se fosse stata una pattuglia ostile ci
avrebbe sistemato a dovere
Una volta rientrato, Nitro rimane a fare da spotter
insieme a me e Lillo mentre Virus e Biohazzard
cominciano l’avvicinamento all’OBJ Browning. Diverse
pattuglie sono in zona e per fare quattrocento metri i
nostri compagni impiegano tre lunghissime ore, durante
le quali sperimentiamo in pieno cosa si intenda per
“meteo variabile”. Il vento non sembra darci tregua, poi
comincia a grandinare, a venir giù neve sciolta e infine
a piovere. Dopo momenti di adrenalina alternati a fasi
di vero e proprio pathos, Biohazzard e Virus riescono a
piazzare il C4 e a sparire senza lasciar traccia. Una
volta rientrati li abbiamo accolti con calorosi
abbracci. Queste sono le emozioni che abbiamo sempre
cercato nel softair e rappresentano un ulteriore
conferma di cosa voglia dire condividere momenti di
difficoltà, nei quali l’individualità viene accantonata
in favore del gruppo.
- In allegato la Range Card compilata durante la recon.-
Via radio il Team Bravo ci comunica che anche loro hanno
portato a compimento la missione, in teoria avremmo
finito, ma chiamiamo il comando per sapere se hanno
altro per noi. L’OPCOM ci fa sapere che alle 4.00am
avremmo dovuto attaccare un checkpoint, mancano ancora
molte ore e decidiamo di effettuare un rendezvous con
l’altro team. Nel rientrare al campo base ci imbattiamo
in una pattuglia di controinterdizione. Non ci lasciamo
sfuggire questa ulteriore occasione per vivere
pienamente l’evento. Proviamo quindi a ripiegare
utilizzando una tecnica provata molte volte “in bianco”,
quindi lanciamo tre fumogeni mentre in maniera ordinata
il team ripiega aprendo il fuoco in modo alternato.
Davvero un’esperienza splendida. Lascio la parola a Kuio
per il debriefing
riguardante il Team Bravo e l’attacco
al Chek point delle 4.00am.
- Posso solo dire che questa esperienza ci ha segnato
davvero, è come se tutto il tempo passato sui campi di
gioco ed i sacrifici fatti per arrivare in Sardegna,
avessero trovato ragion d’essere; in un attimo tutto era
ovvio. Spesso non si ha ben chiaro cosa ci sia alla base
dell’agire umano, cosa spinge al sacrificio, ma una
volta arrivati alla meta basta rivolgersi indietro per
valutare il cammino fatto… quanto vissuto fino ad allora
sui campi di gioco, in Svezia e durante tutte le
trasferte in giro per l’Italia, aveva un solo scopo:
prepararci a vivere in pieno la Raid&Recon VI.
Grazie a chi ci ha permesso di partecipare a questo
splendido evento e un abbraccio agli amici sardi.
BRAVO TEAM JOINT OPERATION - USQUE AD FINEM -
Diomede
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
PTG BRAVO -
PRIMO GIORNO – ORE 15:00 – INIZIO OPERAZIONI.
Dopo aver determinato il piano di azione, la mia
aliquota ed io costituente l’aliquota bravo della PTG
tigre, ci sganciamo dalla FOB allestita ai margini della
zona est del perimetro di AO .
Il nostro compito è quello di individuare e sabotare una
installazione situata nella parte centro meridionale di
AO, presumibilmente all’interno del quadrante M14/15.
Il nostro intento è di raggiungere la parte sud mediante
l’ausilio del nostro mezzo motorizzato e una volta ai
margini del perimetro, proseguire mediante infiltrazione
a piedi.
Snake si trova alla guida, mentre zeta ed io, al suo
fianco, espletiamo la funzione di navigatori di bordo.
Micio e Cricchio, con grande gioia per le loro natiche,
sono seduti nella parte posteriore del mezzo (privo di
sedili).
L’avvicinamento risulta molto difficile, su carrabili e
mulattiere assai impervie ed impegnative.
Il nostro percorso ci regala la vista di paesaggi
mozzafiato, e nel contempo, durante le soste,
“assaporiamo” gli odori ed i colori di questa splendida
terra.
Con qualche difficoltà, dovuta appunto al carattere
accidentato del terreno, giungiamo nella parte sud di AO
quasi in prossimità del punto determinato
preventivamente su carta; punto dove avremmo dovuto
lasciare il mezzo.
In realtà siamo costretti ad occultarlo 1500mt. prima,
in quanto la morfologia del terreno ci impedisce di
proseguire su ruota.
Ci troviamo quasi a 750mt di quota; il cambio di
temperatura è notevole ed inoltre il vento che tira è
veramente forte; così forte da sentirlo penetrare quasi
nelle ossa.
Sistemato il mezzo indossiamo la nostra attrezzatura
essendo pronti per l’infiltrazione.
PRIMO GIORNO – ORE 18:00 INFILTRAZIONE IN RED ZONE
Sono le ore 18:00 e da Gps ci troviamo a 3 km di
distanza dalla RED-ZONE ; per raggiungerla ci aspetta
molta strada da percorrere su un percorso che si
rivelerà tutt’altro che semplice.
Una volta ai margini del perimetro iniziamo ad
addentrarci: Snake e Cricchio in testa come esploratori,
Zeta ed io al centro e Micio di retroguardia.
L’ausilio dei nostri NVG ci permette di mantenere una
buona andatura di marcia ed un profilo totalmente
celato.
La velocità di marcia si riduce subito dato che la zona
è altamente presidiata; avvistiamo checkpoint ed
accasermanti in direzione N/NW a 500/600mt dalla nostra
posizione.
Per dirigerci verso il nostro quadrante siamo costretti
ad effettuare un cambio di rotta dovuto appunto
all’elevata presenza di OPFOR.
Ci inoltriamo nella vegetazione e proseguiamo dentro di
essa per 200mt in direzione NE.
Successivamente scendiamo leggermente di quota ed
intercettiamo una carrabile che punta dritta verso la
direzione del nostro OBJ.
A circa 80mt di distanza sentiamo delle voci e scorgiamo
dei fasci di luce IR alternati da sporadiche accensioni
di torce. Riteniamo sia sicuramente un checkpoint della
contro.
Decidiamo di costeggiarlo seguendo una curva di livello;
per oltrepassarlo saremo costretti ad attraversare un
fiume evitando la carrabile.
Il nostro movimento è silenzioso, tuttavia gli OPFOR
presagiscono la nostra presenza e prontamente
indirizzano dei fasci di luce nella nostra direzione.
Ci congeliamo istintivamente ed attendiamo il momento
propizio per iniziare a muoverci.
Dopo un lungo e lentissimo movimento ed un altro paio di
congelamenti arriviamo in prossimità del fiume.
Gli OPFOR sono a 50mt di distanza; attraversiamo
lentamente il fiume senza essere avvistati.
Subito siamo quindi al di là di esso praticamente in
prossimità del quadrante di nostro interesse.
Avanziamo in direzione N su di un piccolo altipiano dato
che è in cima ad esso presumiamo si trovi il nostro OBJ.
PRIMO GIORNO ORE 20:30
A 150mt di distanza vediamo delle luci ed il bagliore di
un fuoco; avanziamo silenziosamente nel buio rilevando
subito dopo il nostro OBJ.
Ci appostiamo dietro una grande roccia situata in
posizione frontale rispetto il nostro obiettivo.
Siamo a 60mt di distanza; l’adrenalina scorre dentro di
noi…anche il più piccolo rumore o bagliore potrebbe
compromettere la nostra posizione.
Sono le ore 20:50 ed iniziamo il nostro monitoraggio OBJ.
Contemporaneamente cerchiamo di stabilire un contatto
con il team ALPHA, in ordine del fatto che avremmo
dovuto sabotare gli OBJ contemporaneamente.
Continuiamo la RECON sul nostro OBJ riscontrando un’alta
presenza di operatori e mezzi fuori strada.
precisamente alle ore 21:27 rileviamo:
- 10 operatori OPFOR equipaggiati con armi leggere
-4 mezzi fuoristrada di cui uno di colore rosso
-Struttura principale in muratura di 30mq circa
-Ricoveri vari per lo più costituiti da tende adiacenti
la struttura.
Alle ore 21:50 la situazione diventa più calma; molti
OPFOR con i loro mezzi lasciano l’obiettivo rendendolo
sguarnito; riteniamo sia il momento di agire.
Avviso in merito il Team ALPHA e decidiamo di tentare il
sabotaggio in quel momento.
Con i ragazzi iniziamo a muoverci: Snake Cricchio e
Micio si tengono più larghi durante l’avvicinamento
mentre Zeta ed io avviciniamo molto lentamente in
direzione quasi frontale.
Riusciamo ad arrivare proprio a ridosso dell’OBJ e ci
occultiamo dietro delle rocce.
Tutti gli operatori sono dentro l’edificio; solamente
uno di loro staziona fisso poggiato sull’unico mezzo
presente sull’OBJ: è impegnato in una conversazione al
cellulare.
Invece di limitarci a piazzare il C4, cercheremo di
irrompere in maniera silenziosa tentando la cattura
degli OPFOR.
Non è escluso che dentro l’edificio vi siano
informazioni che possano tornarci utili.
Via radio avverto i ragazzi in copertura e
silenziosamente muovo a ridosso dell’operatore esterno
sino a toccarlo “in cenno di morte”.
Subito dopo irrompo nella struttura seguito da zeta.
Cogliendo gli OPFOR di sorpresa, procediamo alla loro
cattura senza fare ricorso alle ASG.
Mentre Zeta ed io effettuiamo degli scatti fotografici e
cerchiamo eventuali informazioni, il resto del team è
schierato in copertura all’esterno dell’edificio.
Dopo qualche minuto un fuoristrada si dirige nuovamente
verso l’edifico
Decidiamo di cogliere l’occasione per sequestrarlo e
farci condurre ai margini della RED-ZONE una volta
piazzato il C4.
Zeta ed io rimaniamo nascosti nell’edificio mentre il
resto del team è occultato all’esterno pronto per
l’assalto.
Il mezzo fuori strada arriva e parcheggia a ridosso
dell’OBJ ; al suo interno vi sono due operatori.
Il passeggero scende ed entra nell’edificio venendo
catturato da me e Zeta; contemporaneamente l’aliquota
esterna del team cattura il guidatore: adesso anche il
mezzo è nostro!
PRIMO GIORNO – ORE 22:20 -
Dopo aver piazzato il panetto di C4 ci imbarchiamo tutti
sul mezzo sequestrato comunicando
La direzione al guidatore.
Egli ci informa in merito alla presenza di un checkpoint
non molto distante; lo stesso che evitammo guadando il
fiume
Ideiamo una manovra per eluderlo che tuttavia risulta
non funzionale in quanto veniamo scovati dagli OPFOR a
presidio di esso.
Essi bloccano il mezzo in maniera esemplare negandoci
anche il minimo accenno ad una RAI difensiva.
Peccato, eludere il checkpoint in occultamento sarebbe
stata la coronazione della nostra azione.
Salutiamo i cordialissimi ragazzi della contro, tra cui
il caro amico Ivan che nei giorni precedenti l’evento,
in maniera predittiva, mi aveva promesso che mi avrebbe
scovato: infatti così è stato...d’altro canto i sardi
sono sempre di parola!
E’ ora di proseguire il nostro cammino; il perimetro
della RED-ZONE non è lontano ed il guidatore del mezzo,
gentilmente, ci dà comunque un passaggio sino ad esso.
Successivamente proseguiamo in marcia tentando di
stabilire un contatto radio con il team ALPHA
Le comunicazioni radio sono molto difficoltose ed anche
la copertura GSM risulta sporadica impedendoci quindi di
contattarli
Il mio pensiero è rivolto ai ragazzi comandati da
Diomede e su come stia vertendo la loro missione.
PRIMO GIORNO – ORE 00:30
Arriviamo al punto dove occultammo il mezzo prima di
proseguire a piedi.
Mangiamo qualcosa e prepariamo il bivacco sotto la
pioggia ed un vento impetuoso; lo stesso vento che ci
martellerà tutta la notte.
Proviamo a ricontattare il team ALPHA ancora con esito
negativo.
SECONDO GIORNO – ORE 6:00
Dopo esserci svegliati ed aver un minimo recuperato
dalla notte appena passata, alle ore 7:00 riusciamo a
stabilire un contatto con il team ALPHA il quale ci
aggiorna in merito ai nuovi ordini ricevuti da OPCOM
Dovremo attaccare e distruggere due postazioni situate
in due differenti quadranti di AO.
Con il mio team dirigeremo verso il quadrante W/15
situato a 200mt di distanza dal perimetro ovest di AO.
Determiniamo il percorso sulla carta topografica,
carichiamo sul mezzo tutto il nostro equipaggiamento ed
iniziamo il tragitto.
Snake è di nuovo alla guida mentre zeta ed io espletiamo
la consueta funzione di navigatori.
Scendiamo quasi sino a livello del mare, dove, mediante
il carteggio, individuiamo il percorso migliore per
arrivare ai margini del perimetro ovest di AO.
Ci troviamo nuovamente impegnati su di un tragitto
estremamente impegnativo; senza l’ausilio del nostro
fuoristrada non avremmo mai potuto percorrerlo.
Siamo nuovamente immersi nel cuore di un paesaggio
mozzafiato e durante il nostro percorso, rimaniamo
incantati alla vista di alcune cascate e del panorama
che progressivamente si protrae innanzi a noi.
SECONDO GIORNO – ORE 11:30
Arriviamo finalmente al margine del perimetro ovest
della RED-ZONE dove occultiamo il nostro mezzo e ci
prepariamo per l’infiltrazione a piedi.
Il nostro OBJ è molto vicino, quindi prendiamo solo lo
stretto necessario per una rapida incursione.
Infiltriamo costeggiando la carrabile principale; subito
dopo svoltiamo a nord arrivando dopo pochi minuti nel
quadrante di nostro interesse.
Proseguiamo ed avvistiamo un mezzo fuori strada
parcheggiato a 100mt da noi dentro una radura : è li che
presumiamo si trovi il nostro OBJ!
Iniziamo il nostro silenzioso avvicinamento coperti nel
sottobosco e da un vento così forte capace di celare
qualsiasi rumore.
Ad un certo punto commetto un errore: perdo il contatto
visivo con il team.
Non me ne capacito...eravamo li tutti vicini ed ho perso
il contatto!
Ripercorro il percorso all’indietro sino all’ultimo RP
ma non trovo i ragazzi.
Sono sprovvisto di radio in quanto smarrita la sera
precedente.
Il cellulare non prende; il vento che tira inoltre rende
impossibile percepire qualsiasi rumore.
Continuo a cercare i ragazzi nella zona per altri trenta
minuti con esito negativo.
Tuttavia durante la ricerca individuo una costruzione
che risulta essere proprio l’OBJ di nostro interesse.
Il mezzo fuori strada non è più presente all’esterno
della costruzione.
Individuo una sentinella ed oltre ad essa non sembrano
esserci alti OPFOR all’esterno.
Dentro di me penso che devo riuscire al più presto a
mettermi in contatto con il team ed è allora che opto
per una manovra azzardata che tuttavia risulterà
funzionale.
Il mio intento è di riuscire a sorprendere
silenziosamente la sentinella al fine di sottrargli la
radio e contattare i miei compagni.
Mi avvicino lentamente tenendo la sentinella sotto tiro;
il vento gioca a mio favore coprendo qualsiasi rumore.
Proseguo l’avvicinamento dalla parte posteriore della
costruzione arrivandogli a ridosso ed iniziando a
rasentarla.
Sono a 5mt dalla sentinella quando ad certo punto essa
entra dentro la costruzione comunicando qualcosa ad un
operatore dentro l’edificio.
Non sento altre voci a parte quelle di due operatori:
quella della sentinella e del compagno appunto.
Il momento è propizio in quanto l’obiettivo è sguarnito
e tutti gli OPFOR sono dentro la costruzione.
Irrompo nell’edificio senza sparare un pallino
catturando i due operatori.
Sottraggo la radio ad uno di essi; contatto il mio team
sul canale 25 e gli comunico il RV poco al di fuori
della RED- ZONE; ovvero dove occultammo il mezzo prima
di entrare.
Prima di lasciare l’obiettivo provvedo ad apporre il
panetto di C4 completando la sua distruzione.
SECONDO GIORNO – ORE 13:30
Dopo aver effettuato il RV con il resto del team
proviamo a contattare via radio la squadra ALPHA per
essere aggiornati in merito allo svolgimento della loro
missione.
Anche questa volta le comunicazioni risultano
difficoltose; tuttavia dato che la nostra missione è
conclusa decidiamo di tornare al margine del perimetro
est di AO ovvero alla nostra FOB. principale; li ci
riuniremo con il team ALPHA in attesa di nuovi ordini.
Ci troviamo esattamente dalla parte opposta; per
ritornare indietro il percorso sarà lungo e come sempre
estremamente impervio.
Raggiungiamo la FOB alle ore15:30 rimanendo in attesa
del completamento della missione da parte del team ALPHA.
Alle ore 17:00 ci riuniamo con esso; è una gioia
rivedere i ragazzi dopo quasi trenta ore
In preda ad un evidente euforia ci raccontiamo
vicendevolmente tutto ciò che abbiamo vissuto sino a
quel momento.
Ognuno di noi già serba dentro di sé dei momenti
indimenticabili; in particolare Diomede ed il suo team
sono “reduci” da una RECON mozzafiato…la stessa che egli
definirà senza mezze parole come la più emozionante che
abbia mai vissuto.
Ritemprandoci e cercando di recuperare le forze
rimaniamo in attesa di ordini da parte di OPCOM
Alcuni membri del team non sono messi bene: Diomede ha
una costola crinata e Cricchio un ginocchio gonfio.
Sono stati davvero encomiabili visto che hanno stretto i
denti fino ad adesso.
Per la missione successiva decideremo di ottimizzare le
forze evitando inutili rischi.
Schiereremo un team composto solo dagli operatori ancora
in forze.
SECONDO GIORNO - ORE 20:00
.
Da poco abbiamo ricevuto aggiornamenti da parte di OPCOM
in merito alla nostra missione.
Il nostro nuovo compito è quello di attaccare e
distruggere un checkpoint situato nella parte nord-est
di AO; precisamente nel quadrante G/16.
A questo compito, che risulterà essere l’ultimo della
ReR, parteciperà un team di cinque operatori composto da
Snake, Zeta, Micio, Lillo ed il sottoscritto.
Dovremo eseguire il nostro attacco alle ore 4:00 di
domenica 21
Sappiamo che il percorso per arrivare al checkpoint è
altamente presidiato.
Il quadrante di nostro interesse non è lontano dal punto
di infiltrazione; tuttavia infiltreremo con largo
anticipo al fine di muoverci con calma e di effettuare
una RECON precisa, con la speranza che ci garantisca un
rilevamento totale degli OPFOR presenti.
Data la certezza della nostra inferiorità numerica
sappiamo che dovremo agire in maniera estremamente
aggressiva, rapida e di sorpresa.
Dopo aver effettuato il briefing andiamo a riposare
fissando il ritrovo per le ore 1:30.
Alle ore 2:00 infiltriamo in AO dal margine del
perimetro est della RED-ZONE
Proseguiamo lungo una carrabile che punta dritto al
nostro obiettivo ed a 250mt da esso svoltiamo verso sud
su di un sentiero che ci porterà alle sue spalle.
L’avvicinamento è lento e silenzioso su di un terreno
che si rivela essere quasi un acquitrino.
Proseguiamo sulla nostra strada sino a raggiungere i
margini di un campo aperto dove rileviamo un alta
presenza ostile che fruisce del supporto di mezzi
motorizzati.
Continuiamo la nostra ricognizione individuando il
checkpoint da distruggere; tuttavia, rileviamo anche che
a non più di 150mt da esso e presente un cannone con un
ulteriore presidio della contro.
Due fuoristrada fanno avanti e indietro da un punto a un
altro alternando fasci di luce nella nostra direzione.
Gli OPFOR presagiscono che qualcuno possa arrivare dalla
nostra direzione; infatti i fasci di luce diretti verso
di noi, atti a rilevare eventuali forze di interdizione,
complicano non poco il nostro avvicinamento.
Ad un certo punto un mezzo si ferma al presidio dello
contro dove è presente il cannone presidiato da tre
OPFOR; l’altro mezzo è fermo al checkpoint poco
distante.
Sono le ore 3:40 e riteniamo che il momento sia propizio
decidendo quindi di agire.
Risulterà fondamentale eliminare in pochi secondi gli
operatori vicino al cannone e disattivare il mezzo
presente in loco; il quale potrebbe diventare una FIR
quando attaccheremo il Checkpoint.
Iniziamo il nostro avvicinamento in progressione,
l’ausilio dei nostri NVG ci permette di accerchiare gli
OPFOR rapidamente procedendo alla loro eliminazione;
l’azione dura meno di un minuto.
Puntiamo quindi verso il checkpoint dove sono presenti
una decina di OPFOR ed il secondo fuoristrada.
Snake ed io ci teniamo sul lato destro, Micio sul
sinistro, Zeta e Lillo al centro.
Iniziamo ad ingaggiare lo scontro ed il frastuono delle
ASG e delle grida è impressionante.
Zeta e Lillo avanzando in progressione scatenano un
violento fuoco di copertura; Snake micio ed io
continuiamo il movimento ai lati eliminando diversi
operatori ostili.
Lo scontro continua per una decina di minuti all’insegna
di una concitazione che ricorderemo per sempre.
Alla fine terminiamo l’ingaggio con esito positivo
riuscendo a distruggere il checkpoint.
La soddisfazione è visibile nei nostri occhi; in
inferiorità numerica, ma con un buon movimento, siamo
riusciti a distruggere un checkpoint presidiato da un
numero di ostili veramente elevato.
Prima di allontanarci salutiamo i cordialissimi ragazzi
della contro; la loro onestà è stata davvero eclatante
ed il clima di amicizia che si respira sul campo, lo
stesso che abbiamo riscontrato dall’inizio alla fine
dell’evento ci riempie di gioia.
Subito dopo contattiamo OPCOM via radio il quale ci
comunica che possiamo procedere con L’esfiltrazione.
TERZO GIORNO – ORE 5:00
Dopo essere usciti dalla RED-ZONE saliamo sulla nostra
jeep e ritorniamo alla nostra FOB situata 700mt più a
sud.
Una volta in loco ci togliamo da dosso l’attrezzatura
apprestandoci a dormire qualche ora.
Il risveglio avviene alle 8:00; subito dopo ci
ritroviamo con il team al completo aggiornandolo in
merito alla nostra ultima azione.
La ReR oramai è quasi conclusa; recuperiamo e sistemiamo
la nostra attrezzatura e ci incamminiamo verso
l’agriturismo S. Barbara per il ritrovo post evento.
Lì condivideremo con i Sardinia ed altri club le nostre
impressioni sull’evento, per poi partecipare ad un
fantastico pranzo di coesione.
Saranno momenti caratterizzati da un clima di
fratellanza unico che ci renderanno orgogliosi di aver
potuto prendere parte a tutto questo.
Lasceremo l’isola soddisfatti facendo tesoro di questa
fantastica esperienza e dei ricordi che per sempre
rimarranno nella nostra memoria.
Kuio
 |